Una cultura meticcia all'origine dell'Europa.
In poche centinaia di anni, dal V all'XI secolo, le società che
abitavano lo spazio europeo subirono profondi mutamenti; l'antico mondo
mediterraneo si disgregò e vennero a cadere le barriere che lo avevano tenuto
distinto dal vasto territorio che lo delimitava a nord, il
"barbaricum" abitato da popolazioni tribali. Nacque in quei secoli,
che usiamo chiamare Alto Medioevo, una nuova civiltà che, pur conservando al
suo interno fisionomie differenti, si estese gradualmente a comprendere quasi
l'intero continente. Nacque l'Europa. E' questo il processo esposto con
maestria da Leciejewicz in una narrazione che, avvalendosi anche dei recenti
ritrovamenti archeologici, essenziali per comprendere la cultura materiale
delle società barbariche, riesce a rendere evidenti le grandi dinamiche
storiche che modellano lo spazio europeo, l'osmosi che si stabilisce tra civiltà
e popoli diversi, l'interscambio reciproco che dalla mescolanza lentamente fa
nascere un'identità nuova.
Lech Leciejewicz, medievista e archeologo polacco, è professore
emerito dell'Università di Breslavia. In Italia ha diretto gli scavi
archeologici di Torcello a Venezia, su cui ha pubblicato due volumi. In
italiano è disponibile anche "Gli Slavi occidentali" (Cisam, 1991).