Una grande indagine su come si conserva il passato.
La rivoluzione tecnologica digitale cambia profondamente le
condizioni della memoria culturale. Se da un lato la gestione dei dati diviene
sempre più facile, dall'altro la deperibilità dei supporti è una minaccia per
la conservazione a lungo termine delle informazioni. In questo nuovo contesto
non possiamo non riconsiderare le forme e i meccanismi che regolano la
sedimentazione e la trasmissione sociale del patrimonio culturale. Che cosa
porta alla costituzione di quella memoria culturale che tanta parte ha nella
formazione dell'identità personale e collettiva? Attraverso quali processi i
ricordi, che nascono sempre in prima istanza come ricordi individuali,
divengono poi collettivi? Qual è l'effetto che le differenze fra libro a
stampa, fotografia e trascrizione elettronica hanno sulla struttura e sulla
qualità della memoria? Attraversando i confini fra le epoche e le letterature,
fra i paesi e le discipline, Aleida Assmann indaga nella prima parte del libro
le funzioni della memoria culturale; nella seconda, basata in larga parte su
esempi letterari, i mezzi attraverso i quali questa memoria si conserva
(scrittura, pittura, luoghi, il corpo stesso); nella terza infine, dedicata
alle forme dell'archiviazione, collega in maniera originale la riflessione sui
processi di conservazione del patrimonio culturale a una serie di esempi tratti
dall'arte contemporanea.
Aleida Assmann
insegna Letteratura inglese e Teoria generale della letteratura nell'Università
di Costanza. Tra i suoi libri, "Zeit und Tradition" (1991),
"Arbeit am nationalen Gedächtnis" (1993), "Die Legitimität der
Fiktion" (1980).