ROVERSI A.

Chat line. Luoghi ed esperienze della vita in rete


Collana "Contemporanea"


pp. 184, € 10,33
978-88-15-08167-4
anno di pubblicazione 2001

Copertina 08167


Un sociologo entra nella stanza delle chiacchiere e ascolta il popolo dei chatter.

"Asl pls?": può capitare di sentirsi rivolgere questa domanda incomprensibile la prima volta che si entra in una chat line. Oppure di vedere lo schermo del proprio computer riempirsi di sigle come lol, rofl, dgt, cmq, pronunciate da persone che si celano dietro pseudonimi come KitKat, Sbeng, o PoloNord. È il popolo che affolla le "stanze delle chiacchiere" e si ritrova in questi luoghi digitali che esistono solo grazie ad un computer, un modem e le reti telematiche di Internet. In questi luoghi ci si incontra, ci si conosce, si discute. A partire da alcuni esempi emblematici di ciò che può avvenire in luoghi che esistono solo nella mente di chi li frequenta, questo libro entra nel mondo delle chat line italiane. A fronte di quanto avviene nei paesi anglosassoni di più antica cultura informatica, i chatter italiani sono meno sensibili al fascino della "virtualità" e poco propensi a trasformarsi in improbabili esseri "cyborg". Per molti di loro il computer è assai simile a un telefono cellulare per scrivere. Con un obiettivo ben preciso: trasformare le amicizie nate in Rete in amicizie reali. Un obiettivo non facile da conseguire, che a volte può comportare conseguenze inaspettate.

Antonio Roversi insegna Sociologia della comunicazione nell'Università di Bologna. Per il Mulino ha pubblicato "Calcio e violenza in Europa" (1990) e "Calcio, tifo e violenza" (1992). Ha inoltre curato l'edizione italiana di "Il processo di civilizzazione" di Norbert Elias. È membro dell'Association of Internet Researchers.


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La comunicazione al computer. Sociologia delle reti telematiche
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