Il processo di integrazione europea sta portando alla creazione
di un ordinamento giuridico nuovo e originale, che ha di fronte un problema
fondamentale: come assicurare l'unità senza cancellare le diversità nazionali,
che costituiscono parte integrante del patrimonio giuridico europeo. Un'Europa
"unita nella diversità", come si legge nel preambolo del
"Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa", non si può
realizzare mediante l'imposizione di regole uniformi o l'istituzione di
apparati amministrativi centrali, ma richiede una complessa interazione fra
dimensione europea e dimensione nazionale. Strumento essenziale di tale
interazione è il principio di equivalenza, con il quale è possibile porre a
confronto le regole nazionali, misurarne la compatibilità con il diritto
europeo, obbligare le amministrazioni nazionali a tenere conto non soltanto
degli interessi dei propri cittadini, ma anche degli interessi dei cittadini di
altri Stati membri, assicurare l'unità dell'ordinamento senza imporre
l'uniformità. Dopo aver fornito il quadro di riferimento generale, il volume
prende in esame il funzionamento del principio di equivalenza in relazione a
tre settori rilevanti come la tutela della concorrenza, il mercato interno, le
politiche sociali.
Luisa Torchia è
professore ordinario di Diritto amministrativo nella Facoltà di Giurisprudenza
dell'Università di Roma Tre. Fra i suoi lavori più recenti, "La
responsabilità dirigenziale" (Cedam, 2000); per il Mulino ha curato
"La riforma del governo. Commento ai decreti legislativi n. 300 e n. 303
del 1999 sulla riorganizzazione della Presidenza del Consiglio e dei
ministeri" (con A. Pajno, 2000) e "Welfare e federalismo"
(2005).