Sono veramente senza bussola le società contemporanee?
Il tema del declino dei valori e della morale è onnipresente:
nelle conversazioni quotidiane, nelle analisi dei giornali così come nella
letteratura sociologica. Molti vedono nel passaggio dalla modernità alla
postmodernità il momento dello sgretolarsi dei legami e delle credenze
"forti". Idea suggestiva, che sembra però
reggere poco alla verifica dei fatti. Boudon, ad esempio, in questo libro ci mostra come i giovani istruiti abbiano un sistema di valori
ben strutturato rispetto alla famiglia, al lavoro, alla religione, alla moralità
e alla politica e come, più in generale, la maggior parte delle persone comuni
continui a vivere ispirandosi a codici morali. Da dove viene allora
l'impressione di declino che intellettuali e media ci trasmettono? Dall'effetto
perverso generato - osserva Boudon - dalla discrepanza
tra autorappresentazione sociale e comportamenti. Solo le notizie e le analisi
iperboliche arrivano a imporsi alla riflessione
collettiva, orientandola in modo perentorio quanto, a volte, infondato. E' vero
che questo tipo di discorso "buca" lo schermo, peccato che quello
schermo non sempre sia uno specchio.
Raymond Boudon
è professore emerito di
Sociologia alla Sorbona, è membro dell'Institut de France. Tra le sue opere tradotte dal Mulino: "Il posto del
disordine" (1985), "Metodologia della ricerca sociologica" (II
ed. 2002), "Trattato di sociologia" (1997), "Il vero e il
giusto" (1997), "Il senso dei valori" (2000), "A lezione
dai classici" (2002), "Sentimenti di giustizia" (2002).