Nell'attuale globalizzazione dei diritti, dell'economia, della
comunicazione, così come del rischio, il cosmopolitismo si è
fatto realtà, diventando la cifra di una nuova era di modernità
riflessiva che dissolve i suoi confini e le sue distinzioni nazional-statali.
Senza confini è la minaccia terrorista, ad esempio, ma anche la protesta
contro la guerra. Per comprendere questa nuova realtà abbiamo bisogno
di un nuovo punto di vista, ciò che Beck chiama «sguardo cosmopolita».
A differenza dello «sguardo nazionale», lo sguardo cosmopolita
sulla storia, per quanto scettico, disilluso, autocritico, ci indica la via
per organizzare all'interno di una nuova cornice culturale multietnica il
nostro vivere insieme. Dagli studi – divenuti ormai un punto di riferimento
nella sociologia contemporanea – sulla globalizzazione e sul rischio,
Beck è approdato negli scritti raccolti in questo volume a una compiuta
riflessione sulla società contemporanea e sulle sue istituzioni in
cui l'antico ideale illuminista e kantiano del cosmopolitismo trova un uso
non più astratto, ma decisamente calato nella storia, capace di dare
fondamento a un nuovo ordine mondiale sottratto agli opposti vincoli del territorialismo
e della omogeneizzazione.
Ulrich Beck
insegna Sociologia nell'Università di Monaco e alla London School of Economics. Tra i suoi libri tradotti: «Che cos'è la globalizzazione» (1999), «La società del rischio» (2000), «Libertà o capitalismo?» (2001), usciti da Carocci, «La società globale del rischio» (Asterios, 2003), «Un mondo a rischio» (Einaudi, 2003) e «I rischi della libertà» (Il Mulino, 2000).