La prima grammatica politica italiana.
Per quasi cento anni, dopo il 1848, l'Italia
ha avuto una sola costituzione, quella concessa da Carlo Alberto al Regno di
Sardegna. Sotto quella carta costituzionale sono avvenuti grandi
sconvolgimenti politici, dall'introduzione del suffragio universale all'avvento
del regime autoritario. Lo Statuto non fu prodotto da un'assemblea costituente
né da un atto rivoluzionario, ma dai gentiluomini piemontesi convocati dal re,
che lo estesero poi ai nuovi territori entrati a far
parte del regno; e non conteneva quindi quella consapevolezza dei diritti
individuali che aveva fatto grandi le costituzioni d'America e di Francia.
Nelle inevitabili prassi che lo Statuto ha determinato, nei linguaggi
istituzionali che a partire da esso si sono costruiti,
nelle mentalità e nei giudizi che ci ha tramandato, nelle interpretazioni delle
norme costituzionali che ha consolidato, ritroviamo radicati vizi e patologie
che hanno afflitto e ancor oggi affliggono il nostro sistema parlamentare.
Tuttavia, senza quella carta costituzionale l'Italia non sarebbe potuta
diventare una nazione unita né avere le fondamenta di un sistema libero.
Giorgio Rebuffa
insegna nella
Facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Genova. Tra i suoi libri: "La formazione del diritto amministrativo in
Italia" (1981), "Nel crepuscolo della democrazia" (1991),
"La costituzione impossibile. Cultura politica e sistema
parlamentare in Italia" (1994), pubblicati dal Mulino.