Le imprese multinazionali (IMN) sono diverse dalle imprese
nazionali. Più grandi, più efficienti, con più potere di mercato, esse usano
tecnologie particolari, operano simultaneamente su diversi mercati e producono
in massa prodotti standardizzati. Questa loro diversità e il ruolo fondamentale
che svolgono nell'economia globalizzata spiegano perché sono allo stesso tempo
desiderate e temute, da un lato oggetto di violente manifestazioni di piazza,
dall'altro contese dai paesi che aspirano ad attrarle sul loro territorio. In
realtà, il dibattito sulle IMN raramente si fonda su argomentazioni economiche.
Non è chiaro che cosa esse siano né le ragioni che possano giustificare
atteggiamenti positivi o negativi nei loro confronti. Che cosa sono le IMN?
Perché un'impresa decide di diventare multinazionale? Che differenza c'è tra
una grande multinazionale come Coca-Cola e una multinazionale
"tascabile" come un calzaturificio del nord-est d'Italia con un
impianto in Romania? Quali effetti hanno le IMN sull'economia dei paesi di origine
e di destinazione? Quali misure di politica economica devono essere adottate
per attrarle e per aumentarne i benefici? Il libro propone risposte rigorose e
ragionate a tali interrogativi, sulla base della più recente letteratura
economica.
Indice: Prefazione. -
I. Fatti e grandi questioni. - II. Teoria e studi empirici. - III. I modelli
teorici. - IV. Le determinanti degli investimenti diretti esteri. - V. Gli
effetti delle multinazionali nei paesi di destinazione e di origine. - VI. Gli
IDE e l'economia del paese di destinazione: il caso dell'Irlanda. - VII.
Implicazioni ed effetti della politica economica. - Riflessioni conclusive. -
Riferimenti bibliografici.
Giorgio Barba Navaretti
è professore di Economia internazionale nell'Università di Milano, Direttore
scientifico del Centro Studi Luca d'Agliano e collaboratore del "Sole-24
Ore". Anthony J. Venables è
professore di Economia internazionale alla London School of Economics, Chief
Economist al Department for International Development del governo britannico e
fellow del CEPR di Londra.