G. NAPOLITANO, M. ABRESCIA

Analisi economica del diritto pubblico

Teorie, applicazioni e limiti


Collana "Strumenti"


pp. 352, € 28,00
978-88-15-12460-9
anno di pubblicazione 2009

Copertina 12460


Prefazione

I. L’analisi economica e il diritto pubblico

1. Le dimensioni dell’analisi economica del diritto
1.1. Definizioni e prospettive
1.2. Usi e funzioni
1.3. Strumenti, successi e limiti
1.4. La pluralità degli approcci al diritto pubblico

2. La Law and Economics
2.1. La preferenza per i meccanismi di mercato
2.2. Il primato del common law sulla regolamentazione pubblica
2.3. Efficienza ed equità
2.4. Le strategie costituzionali

3. La Public Choice
3.1. La prospettiva individualista
3.2. La metafora dello scambio politico-legislativo
3.3. Un programma di vincoli costituzionali
3.4. Razionalità e processo politico

4. La New Political Economy
4.1. La centralità del disegno istituzionale
4.2. Gli effetti economici delle Costituzioni
4.3. Processo democratico e regole giuridiche

5. I limiti dell’analisi economica del diritto pubblico
5.1. Ospite inattesa... o indesiderata?
5.2. Il dominio dei valori
5.3. L’indisponibilità delle soluzioni di mercato
5.4. La duplice prospettiva dell’analisi economica del diritto pubblico

II. Le origini e il ruolo economico dello Stato

1. La nascita dello Stato
1.1. Il superamento dello stato di natura
1.2. Dal coordinamento spontaneo al potere coercitivo dello Stato
1.3. Stato di diritto, rule of law, sviluppo economico
1.4. I rendimenti degli Stati

2. I fallimenti del mercato e l’intervento pubblico
2.1. La concorrenza perfetta
2.2. I beni pubblici
2.3. Il potere di mercato e l’asimmetria informativa
2.4. Le esternalità
2.5. I beni meritori
2.6. Disequilibri macroeconomici e crisi finanziarie

3. Dall’efficienza allocativa alla giustizia distributiva
3.1. La redistribuzione
3.2. Motivazione altruistica e logica assicurativa
3.3. Massimizzazione della ricchezza o del benessere?

4. I fallimenti dello Stato e le sue alternative
4.1. Le cause dei fallimenti dello Stato
4.2. Le soluzioni di mercato al problema delle esternalità
4.3. La teoria economica della regolamentazione
4.4. La produzione privata di beni pubblici
4.5. La crescita illimitata del settore pubblico

5. L’organizzazione industriale dello Stato
5.1. Pubblica amministrazione ed efficienza
5.2. Le imprese pubbliche
5.3. La concorrenza e i contratti nel settore pubblico
5.4. Competenze proprie dello Stato ed esternalizzazioni
5.5. Incentivi e valutazioni delle prestazioni burocratiche


III. Scelte collettive e vincoli costituzionali


1. I limiti logici della democrazia
1.1. I paradossi delle scelte collettive
1.2. Dalla razionalità individuale all’irrazionalità collettiva
1.3. Il teorema del caos e il teorema dell’impossibilità

2. L’unanimità e il voto a maggioranza
2.1. Il problema della legittimazione delle scelte collettive
2.2. Il rischio della redistribuzione orizzontale nel voto a maggioranza
2.3. I costi dell’accordo: prezzo del consenso e pagamenti collaterali
2.4. L’incidenza del contesto politico

3. I vincoli costituzionali all’espressione delle preferenze
3.1. I problemi dell’azione collettiva a livello costituzionale
3.2. La «clausola di Ulisse» e i limiti alla sovranità
3.3. Le scelte costituenti e la metafora del contratto costituzionale
3.4. Dai contratti di durata al «velo di ignoranza costituzionale»
3.5. Il teorema normativo di Coase
3.6. Alcune virtù della dittatura e la superiorità della democrazia

4. Diritti individuali e decisioni collettive
4.1. I diritti fondamentali come scelte costituenti
4.2. La giustificazione economica dei diritti come limiti alle decisioni collettive
4.3. La relatività dei diritti costituzionali
4.4. Libertà e interesse collettivo: il diritto di proprietà e il caso dell’espropriazione
4.5. I diritti di libertà come beni economici
4.6. I limiti alle libertà: il caso della manifestazione del pensiero

5. Sistemi elettorali, partiti e democrazia diretta
5.1. Sistemi e formule elettorali
5.2. Formule maggioritarie e formule proporzionali
5.3. Prezzo del voto parlamentare e debito pubblico
5.4. L’incidenza di turni, circoscrizioni e collegi elettorali
5.5. Teoria della scelta collettiva e sistema dei partiti
5.6. Il paradosso del voto
5.7. La democrazia diretta e i referendum

IV. Il mercato delle leggi

1. Prodotti legislativi e transazioni politiche
1.1. Dai fallimenti del mercato ai fallimenti della legislazione
1.2. Perché i Parlamenti non sono mercati
1.3. Perché in Parlamento c’è un mercato delle leggi
1.4. I gruppi di pressione
1.5. La legge della domanda: i soggetti portatori di interessi diffusi
1.6. Lo scambio del voto

2. Le manipolazioni del procedimento legislativo
2.1. Le insidie del potere dell’agenda
2.2. Gli emendamenti e le difese dagli agguati procedurali
2.3. Costi interni e costi esterni del bicameralismo
2.4. Veti e rinvii presidenziali
3. L’effettività delle norme giuridiche
3.1. Le giustificazioni economiche della legislazione
3.2. Dalla teoria alla pratica, ovvero dell’effettività delle norme giuridiche

4. Legislazione efficiente ed interpretazione
4.1. La pluralità di fonti del diritto
4.2. Alla ricerca dell’efficienza delle norme giuridiche
4.3. Un’interpretazione economicamente orientata

5. I limiti esterni al mercato delle leggi
5.1. Giudici delle leggi e interessi pubblici
5.2. I limiti posti ai custodi della Costituzione
5.3. Corti costituzionali, ideologie e argini ai gruppi di pressione
5.4. Revisione e mutamento della Costituzione: il limite dei diritti inviolabili
5.5. Esiste un mercato delle leggi di revisione costituzionale?

V. La delega alla pubblica amministrazione

1. I rapporti di agenzia a livello amministrativo
1.1. Azione collettiva e pubblica amministrazione
1.2. Dai costi di transazione del mercato legislativo ai costi di agenzia dell’attuazione amministrativa
1.3. I molteplici committenti dell’amministrazione
1.4. A disposizione del potere politico o al servizio della nazione?

2. Le logiche del comportamento amministrativo
2.1. La rendita monopolistica
2.2. I processi di scambio e le dinamiche concorrenziali
2.3. Le patologie: cattura, deviazione e corruzione

3. La delega all’amministrazione e le sue alternative
3.1. Il gioco della delega
3.2. Delega all’amministrazione e sistema politico-istituzionale
3.3. Regolamentazione amministrativa e standard giurisprudenziali

4. Regole e discrezionalità
4.1. Il gioco delle regole
4.2. Limiti e paradossi della discrezionalità amministrativa
4.3. La discrezionalità dal vertice alla base dell’amministrazione

5. Teoria e pratica della delega ad autorità indipendenti
5.1. Le peculiarità della delega in favore delle autorità indipendenti
5.2. Politici o tecnici?
5.3. Costi di transazione e obiettivi di credibilità
5.4. Un’indipendenza variabile e misurabile

VI. Il controllo sulla pubblica amministrazione

1. La strategia dei controlli
1.1. Disegno istituzionale e controlli ordinari
1.2. I rapporti tra controlli accentrati e controlli decentrati
1.3. Omogeneizzazione ideologica, supervisione gerarchica e azioni dei cittadini

2. I controlli strutturali
2.1. La programmazione dell’amministrazione
2.2. L’ambito materiale di competenza
2.3. Patrimonio informativo ed expertise tecnica
2.4. La competizione per la competenza

3. I controlli procedurali
3.1. Vincoli procedurali e rivelazione delle informazioni
3.2. I livelli ottimali di regolamentazione procedurale
3.3. Il fattore politico-istituzionale
3.4. All’ingrosso o al dettaglio? Produzione di atti amministrativi e giochi procedurali

4. La distribuzione dei poteri di controllo
4.1. La manipolazione dei vincoli procedurali
4.2. I titoli privilegiati di partecipazione
4.3. Il controllo dell’agenda amministrativa
4.4. Procedimenti composti e poteri di veto
4.5. L’analisi costi-benefici

5. La supervisione giurisdizionale
5.1. Sfidanti e arbitri
5.2. Intensità del sindacato e teoria dei segnali
5.3. Strategie e giochi processuali
5.4. La riduzione del costo degli incidenti pubblici

VII. La concorrenza tra governi locali

1. Il principio della separazione dei poteri
1.1. La separazione orizzontale dei poteri come norma antitrust
1.2. La separazione verticale come precauzione ausiliaria

2. I criteri alternativi per ripartire le competenze territoriali
2.1. I limiti del criterio delle competenze di attribuzione
2.2. L’interpretazione giuseconomica nella giurisprudenza costituzionale

3. Il federalismo competitivo
3.1. La competizione orizzontale e verticale tra enti territoriali
3.2. Il federalismo fiscale e il principio di equivalenza
3.3. La perequazione istituzionale

4. Alla ricerca di un federalismo strategico
4.1. Il ruolo dei costi di transazione come limite alla concorrenza
4.2. Le economie di scala e l’assorbimento delle competenze
4.3. I beni pubblici locali tra normazione e amministrazione
4.4. La mobilità dei residenti e il «voto con le gambe»
4.5. Frammentazione degli interessi e principio di sussidiarietà
4.6. Dalle esternalità alla creazione di giurisdizioni speciali
4.7. Gli inconvenienti della competizione: la concorrenza distruttiva e i costi del federalismo

5. Oltre il territorio: il federalismo funzionale
5.1. Dai governi locali agli enti funzionali
5.2. Amministrazione territoriale e spinte funzionali
5.3. Oltre lo Stato: le competenze delle organizzazioni internazionali

Riferimenti bibliografici
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