Ronald Dore
Finanza pigliatutto
Attendendo la rivincita dell'economia reale

 Un brano dal testo

Capitolo IV, «Que sera sera»: la tesi dell’inevitabilità, pagg. 82-84

Il terzo esempio offerto da Alesina e Giavazzi per giustificare la finanziarizzazione è l’esigenza di diversificare il rischio: «diversificare il rischio è sempre una buona cosa». Se possedete una casa a Genova, correte il rischio che, in seguito a un declino del porto di Genova, i prezzi delle abitazioni diminuiscano e il valore della vostra casa si riduca. Potete salvaguardarvi da questo rischio vendendo una quota della vostra casa (mantenendo il diritto di abitarvi finché vivete) e usando il denaro così ottenuto per comprare una quota in un fondo immobiliare in cui sono raccolte le quote di molte case in molte regioni diverse, in cui la diminuzione dei prezzi delle abitazioni può essere minore di quella di Genova.
E quindi potrete dormire sonni tranquilli, confidando di aver fatto la scelta più sicura.
Sempre una buona cosa? Suggerirei la seguente alternativa. Risparmiatevi il tempo che avreste dedicato a trovare informazioni sulle società fiduciarie, quotate in borsa, che investono in beni immobili (Reit, Real Estate Investment Trust) e a soppesarne i meriti, tenetevi il denaro che altrimenti usereste per pagare le commissioni dei loro manager e quelle del vostro consulente finanziario, evitatevi la preoccupazione che la società in cui avete investito possa fallire (i prezzi delle abitazioni nell’economia tendono a muoversi nella stessa direzione) o, alternativamente, la briga di spendere ulteriore denaro per acquistare un credit default swap e coprirvi dal rischio nell’eventualità che ciò possa accadere. Rilassatevi, leggetevi un buon libro, godetevi la vostra casa e pensate serenamente che il potervi godere la vostra abitazione non è influenzato dal fatto che la vostra ricchezza immobiliare sia esposta alle fortune dell’economia genovese.
Se, invece, possedessi un cantiere navale a Genova, e se il mio reddito dipendesse dalla costruzione di panfili di lusso per i ricchi gestori dei fondi hedge americani, che pagano prezzi denominati in dollari, non sarei molto tranquillo pensando alla possibilità che i dollari che riceverò al momento della consegna dell’imbarcazione possano valere meno in termini di euro di quanti ne valgano ora. Potrebbe costarmi fino al 5-6% del prezzo del panfilo assicurarmi un pagamento garantito in euro, ma in un mondo caratterizzato dalla volatilità dei cambi potrebbe valerne la pena.
In gran parte dei settori che producono beni scambiati sui mercati internazionali, coprirsi da un rischio del genere ha senso, proprio come ha senso assicurare la propria abitazione contro l’eventualità di incendi e inondazioni. Tuttavia, il fatto che Alesina e Giavazzi possano offrire il loro esempio della «casa di Genova» come caso paradigmatico del prezioso servizio che il settore finanziario può fornire al pubblico dimostra il successo della pubblicità nel settore finanziario nell’inventare e vendere prodotti di cui nessuno ha bisogno.


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