A Metternich, che aveva definito l'Italia "un'espressione
geografica", Carducci replicava che l'Italia è piuttosto
"un'espressione letteraria", riproponendo una delle idee forti che
avevano accompagnato il processo risorgimentale, cioè che l'Italia, sebbene non
fosse mai esistita politicamente, era già presente nella coscienza dei
letterati fin dal tempo di Dante. La storia della letteratura italiana si è configurata
perciò fin dalle origini come una vera e propria storia d'Italia, spesso la
sola (gloriosa) possibile. Non senza conseguenze, come la perdurante
contrapposizione tra Italia letteraria e Italia politica, tra "le lettere
e le armi" di petrarchesca memoria. Ma esiste davvero un'Italia
letteraria? E che rapporto ha con l'Italia storica e politica? Perché la
letteratura italiana è la materia principale nell'esperienza scolastica di
tutti i cittadini italiani e fin dalla scuola elementare la lingua s'impara
attraverso la letteratura? A partire da tali interrogativi Stefano Jossa
intraprende un breve e denso viaggio nella letteratura italiana, illustrandone
il contributo alla formazione della coscienza collettiva degli italiani, e
rivisitando i miti e i grandi racconti letterari che hanno costruito
l'immaginario e il discorso nazionale, da Dante fino ai giorni nostri.
Stefano Jossa è
stato Fellow presso Villa I Tatti - The Harvard University Center for Italian
Renaissance Studies ed è attualmente Stipendiaten presso l'Herzog August
Bibliothek di Wolfenbüttel. Insegna al liceo Mamiani di Roma. Tra i suoi libri
più recenti "La fantasia e la memoria" (Liguori, 1996),
"Rappresentazione e scrittura" (Vivarium, 1996) e "La fondazione
di un genere" (Carocci, 2002).